Baking make-up: siete pronte a “cucinarvi” la faccia? Ecco cos’è e come si fa (Video)

Condividi l'articolo
Share on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on TumblrTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Schermata 2016-01-10 alle 09.02.15

Contouring (e tutte le sue mille declinazioni), strobing, highlighting… ormai sono moltissime le tecniche, impegnative e non proprio veloci da eseguire, dedicate al make-up che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Sui social si moltiplicano i profili e i tutorial di esperti del settore o semplici appassionati, che mostrano novità, svelano trucchi e dispensano consigli.

E sicuramente alle più attente non saranno sfuggite le immagini su Instagram o Snapchat dove si può notare un’applicazione abbondante di polveri in alcune zone del viso: questa tecnica ha un nome e si chiama Baking (letteralmente cottura al forno, conosciuta anche come cooking!). Il nome non a caso arriva direttamente dalla cucina ma nulla ha a che vedere con il cibo!

Usato già da anni per la realizzazione di trucchi elaborati e scenografici come quelli delle Drag Queen, il baking ha ottenuto maggiore attenzione negli ultimi tempi proprio perché spesso utilizzato dai make-up artist insieme al contouring.

Ma come si fa? Il metodo è simile all’highlighting ma senza l’utilizzo di prodotti illuminanti. Dopo l’applicazione di fondotinta e correttore (spesso stratificati), la tecnica prevede un forte fissaggio grazie alla cipria che deve essere stesa in modo abbondante in zone precise del viso e applicata non con un pennello ma con una spugnetta (anche la beauty blender) inumidita.

Poi si passa alla “cottura”: la cipria viene lasciata agire nelle zone interessate (di solito zigomi, occhiaie, ma anche naso,mento o guance) dai 3 ai 10 minuti, in modo da fissare il trucco alla perfezione e creare un effetto illuminante. L’eccesso di prodotto viene infine eliminato grazie all’utilizzo di un pennello morbido. Ma va bene per tutti? (A patto che si abbia la pazienza di provarlo…).

Di certo non è un trucco (ma del resto neanche gli altri, diciamolo!) da tutti i giorni, ed è più adatto a un servizio fotografico o a un selfie particolare che alla frenetica vita quotidiana. Inoltre non è consigliato alle pelli più mature che iniziano ad avere qualche segno dell’età; il rischio è infatti quello di evidenziare piccoli segni e pieghette.

Però, sicuramente, è divertente sperimentare e giocare con tutte queste tecniche ormai sdoganate e replicabili anche dalle meno esperte, se non altro per soddisfare la curiosità di vedere l’effetto Kim Kardashian sul nostro volto!

 

Condividi l'articolo
Share on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on TumblrTweet about this on TwitterShare on LinkedIn