Chi non ha la fortuna di abitare vicino a un centro yoga oppurenon ha il tempo o la possibilità di seguire almeno tre lezioni collettive alla settimana, ha il problema di trovare il tempo e la voglia di praticare questa disciplina da solo.
Fra lavoro e impegni quotidiani, la difficoltà è trovare il momento giusto:
- puoi durante l'intervallo di pranzo, ma in ufficio non c'è lo spazio adatto;
- hai tempo dopo cena, ma hai appena mangiato le lasagne e non si può;
- ti piacerebbe di mattina, ma non hai tempo perché devi uscire: come si fa a dedicare un'ora alla pratica prima di andare al lavoro?
Uffa, non c'è mai tempo, come fare?
Una buona soluzione per praticare da soli anche senza tempo e con poco spazio è il saluto al sole, surya namaskara.
Il trucco è questo: 1. Impari bene una delle innumerevoli versioni del saluto al sole, quella che ti piace di più oppure quella che ti consiglia il tuo insegnante. 2. Ogni mattina, con la pioggia o col sole, con la neve o con il vento, fai da 3 a 6 saluti al sole, imponendoti di farne almeno 3, direttamente in camera da letto, prima di colazione.
Per fare tre serie complete di saluto al solebastano cinque minuti dorologio.
La prima serie la inizi molto piano, senza allungarti, anzi allungandoti il minimo indispensabile per eseguire le diverse posizioni. Serve come preriscaldamento.
La seconda ti allunghi un pochino, la terza probabilmente riesci ad eseguirla con una buona scioltezza. Se te la senti ne fai altre tre e poi riposi due minuti in savasana.
Il tempo da dedicare a questa pratica è di soli cinque minuti se fai tre serie, e dieci se ne fai sei. Alla portata di tutti, persino di mattina prima di uscire!
Il saluto al sole è una pratica completa che muove tutto il corpo, allunga i muscoli delle gambe e delle spalle, estende la spina dorsale avanti e indietro e riattiva la circolazione dappertutto.
Le prime due settimane saranno difficili, poi scoprirai che questi cinque minuti al giorno sono un tonico che ti rende molto più forte e flessibile anche per la pratica settimanale nel tuo centro yoga.
Una volta presa l'abitudine, saltare un giorno ogni tanto non è un problema, anzi consente al corpo di recuperare eventuali microtraumi se si esagera.
Naturalmente si può obiettare che questo un po' tradisce la filosofia dello yoga. Sì: l'ideale sarebbe un'ora di pratica con lentezza e consapevolezza, venti minuti di rilassamento, quaranta di pranayama e infine un'oretta di meditazione, possibilmente due volte al giorno.
Ma, dovendo praticare facendo i conti con i problemi della vita quotidiana in occidente, bisogna prendere atto anche del fatto che ci possono essere diverse stagioni nella vita: quella in cui si può praticare due ore al giorno tutti i giorni, e quella in cui durante la settimana bisogna accontentarsi di tre saluti al sole prima di prendere il caffè e andare in ufficio.
A cura di Gianni Re Lombardi,
insegnante ed esperto di Yoga.
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