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Dieta Living food (cibo vivo)
DallAmerica ecco il nuovo living food, una dieta che basa le sue teorie su due principi di base: cucinare i cibi a bassissima temperatura e seguire un regime alimentare rigoroso e naturale.
Secondo questa nuova teoria è importante che i cibi vengano cucinati ad una temperatura di 42,2 gradi. In questo modo si mantengono gli enzimi intatti; leccessivo calore, infatti, potrebbe modificare pericolosamente la loro struttura.
Secondo i suoi promotori, questa dieta avrebbe tre vantaggi: sarebbe in grado di disintossicare, dare energia e fortificare il sistema immunitario.
Cosa evitare a tavola
Il living food prevede che si eliminino i cibi bianchi (farina e suoi derivati), lo zucchero, il riso bianco, i latticini, i fritti ed il fast food oltre ad alcuni tipi di verdure, quali barbabietole, melanzane, carote, il gran turco e le patate. Sono invece consigliati pomodori, mandorle, lattuga a volontà, sedano, molti semi (con la buccia), arance, mirtilli e fichi secchi.
La parola agli esperti
I nutrizionisti italiani sono un po perplessi, perché è una dieta povera di proteine animali, di alcune vitamine fondamentali e di latte (nostra primaria fonte di calcio).
Inoltre, se è vero che le temperature eccessive possono modificare alcune sostanze, è anche vero che la cottura rende gli alimenti più sicuri dal punto di vista igienico e può facilitare lassorbimento dei cibi da parte dellorganismo. Infine, che gli enzimi si alterino non porta ad una digestione più difficoltosa, perché le nostre capacità digestive non dipendono dagli enzimi presenti negli alimenti, ma da quelli presenti nel nostro apparato digerente.
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