Tutti i nutrienti che troviamo negli alimenti sono utilizzati dall'organismo per garantire il funzionamento del nostro corpo. Attraverso una serie di trasformazioni biochimiche, infatti, riusciamo a produrre energia, rinnovare e conservare i tessuti, digerire i cibi, in pratica... a vivere.
L'insieme di tutti questi processi prende il nome di metabolismo e può essere distinto in due momenti: l'anabolismo, cioè la trasformazione delle molecole da semplici a complesse, e il catabolismo ovvero la scissione di molecole complesse con la conseguente produzione di energia. Una gran parte di quest'energia (circa il 70%) è utilizzata per le attività metaboliche di base (metabolismo basale), cioè le attività necessarie alla sopravvivenza calcolate alla temperatura di 20°C in uno stato di riposo ed a digiuno completo. Il resto è utilizzato per tutte le altre attività "fisiche" che svolgiamo nell'arco della (metabolismo totale).
Il metabolismo non è uguale per tutti ma dipende da molteplici fattori: è maggiore negli uomini, diminuisce con l'età e durante il sonno si riduce del 10%. I fattori che però comportano le differenze più marcate sono l'azione degli alimenti detta azione dinamico-specifica (ADS), ma soprattutto l'attività fisica che costituisce il vero e proprio... ago della bilancia. Quest'ultima, infatti, può comportare delle variazioni metaboliche in grado di raggiungere valori doppi rispetto a quelli basali, mentre l'ADS, ossia l'aumento del metabolismo basale dopo un pasto necessario per la digestione e l'assorbimento, comporta aumenti pari a circa il 10-15%.