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Perdita degli annessi piliferi
Alopecia areata
È facilmente riconoscibile perché provoca una caduta di capelli in zone molto limitate e a chiazze.
La cute a livello delle chiazze è assolutamente normale, senza arrossamento o desquamazione. Le chiazze compaiono più spesso sul cuoio capelluto o sulla barba. L’alopecia areata può interessare qualsiasi parte del corpo e può manifestarsi anche a livello di ciglia, sopracciglia, peli pubici o ascellari.
Nell’alopecia areata i capelli cadono, perché i follicoli piliferi sono bersaglio di una risposta immunitaria sbagliata; si parla di malattia autoimmune. L’attività del follicolo pilifero viene bloccata dai linfociti che impediscono la produzione del pelo. Il follicolo però non viene mai distrutto, rimane come ibernato e in qualsiasi momento può riprendere a funzionare in maniera normale anche senza alcun trattamento.
La sua causa non è ancora completamente conosciuta e forse esistono vari sottotipi provocati da diverse cause. È importante che vengano individuate ed eliminate prima possibile perché se trascurata, l’alopecia può portare alla calvizie totale. La diagnosi può essere confermata dal pull test, utile nei casi atipici o nelle forme ad esordio acuto.
A tutt’oggi non è disponibile alcun farmaco che guarisca definitivamente l’alopecia areata o che prevenga le recidive. I trattamenti disponibili stimolano la ricrescita dei capelli, ma hanno una scarsa influenza sull’evoluzione finale della malattia.
La scelta del trattamento varia a seconda dell’età del paziente e dall’estensione della malattia.
Alopecia androgenetica
È sicuramente la più difficile da debellare. A differenza dell’alopecia areata, l’alopecia androgenetica inizia molto lentamente, i capelli diventano fragili e difficili da pettinare e successivamente iniziano a cadere.
Si tratta di una situazione ereditaria per cui parte di capelli è geneticamente programmata per essere sensibile agli ormoni androgeni presenti nell’organismo a partire dalla pubertà. La responsabilità va attribuita all’assenza dei recettori del diidrotestosterone (DHT) nel follicolo del capello.
Il DHT è un derivato del testosterone, prodotto per effetto dell’enzima 5-alfa redattasi, che una volta a contatto con il follicolo svolge un’azione dannosa: lo miniaturizza, fino a portarlo all’atrofia completa e quindi alla cessazione di ogni attività produttiva.
Il bulbo pilifero si atrofizza completamente e di conseguenza i capelli che cadono non vengono più rimpiazzati.
Per le donne potrebbe essere generata da uno squilibrio ormonale o della tiroide e potrebbe essere utile una collaborazione con l’endocrinologo, per poter prescrivere la cura più idonea.
Tuttavia, molti sono i rimedi per rallentare la perdita di capelli, fino ad intervenire chirurgicamente per ridare al soggetto una capigliatura idonea, con le importanti conseguenti ripercussioni psicologiche positive.
Per saperne di più, leggi i nostri articoli circa i trattamenti e i trapianti.
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