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Anna Baroni, massofisioterapista da oltre venti anni, ci aiuta a comprendere meglio quali vantaggi comporti per il benessere della persona l’arte del massaggio.
“Per me massaggiare -afferma Anna Baroni- è un gioco artistico, una danza, un’espressione di grande rispetto e amore per chi si sottopone al massaggio ed affida ogni suo problema nelle nostre mani”.
Le tecniche manuali che si possono utilizzare in un massaggio sono molteplici, ma si è sempre alla ricerca di novità per migliorare la conoscenza massofisioterapica. Il grande obbiettivo che ogni terapista dovrebbe porsi è saper ascoltare le reali esigenze del corpo, dal momento che ogni muscolo è collegato ad un organo, e parallelamente a delle emozioni specifiche. È ormai risaputo che l’apparato articolare è legato alle paure e ogni nostra modifica posturale non è dovuta solamente ad un fatto comportamentale: molto spesso ciò è legato alle difese emozionali.
L’operatore/terapista deve conoscere alla perfezione la lettura energetica ed emozionale di ogni corpo, il dolore infatti è l’unico modo che l’organismo ha a disposizione per comunicare i propri disagi fisiologici e psicologici; i conflitti della nostra mente vengono somatizzati nell’organo più carente.
Lasciarsi massaggiare è dunque una dimostrazione di fiducia: il corpo parla e racconta molte cose della persona che lo abita. Il massaggiatore ha una grande responsabilità, perché in quel momento il cliente gli si abbandona. L’evoluzione professionale consiste pertanto nel saper gestire la comunicazione con le manualità conosciute.
Ognuno di noi è portato a ricercare un contatto fisico con altre persone per un bisogno atavico: siamo infatti in grado di recepire, attraverso le papille dermiche, se chi ci sta massaggiando sta eseguendo un lavoro corretto o un banale sfioramento del corpo. È necessario che la semplice tecnica manuale venga integrata da un atteggiamento amorevole e dal credere in ciò che si fa. Se l’operatore/terapista percepisce bene il tipo di persona che ha di fronte e ne rispetta le esigenze, le risposte saranno molto positive: la comunicazione manuale è un fattore di pelle e di affinità energetiche.
“Qualsiasi via è solo una via e non è un affronto abbandonarla se questo è ciò che il cuore ti dice di fare. Esamina ogni via con accuratezza, provala tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso soltanto una domanda: ‘Questa via ha un cuore?’”
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