Ma dove vai se la konjac sponge non ce l’hai? Alcune cose sulla spugna detergente più amata dalle donne asiatiche

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Le donne asiatiche ormai, in quanto a segreti di bellezza, trattamenti, maschere e quant’altro stanno surclassando il beauty occidentale, da sempre molto (forse troppo) attento alla cura di viso e corpo.

Le innovazioni che arrivano dal made in Asia sono davvero rivoluzionarie, dalle bb cream ai fondotinta cushion di origine coreana (fondo tinta fluidi in versione compatta con un cuscinetto immerso nella crema che una volta premuto rilascia la giusta quantità di prodotto). Ma oggi, invece vogliamo parlare della konjac sponge, che sta ottenendo un nugolo di estimatrici senza precedenti.

Serve per la pulizia del viso, va bene per ogni tipo di pellee deterge accuratamente senza aggiungere altri prodotti in più. Dura circa cinque mesi, costa pochissimo ed è a bassissimo impatto ambientale (5 euro da Kiko a Sephora ormai sono in tanti a realizzarla).

Ma scopriamo meglio questa spugnetta miracolosa:

– è ricavata da un misterioso tubero che cresce in Cina, Corea e Giappone, completamente naturale.

– dalla sua radice si ricava un sapone naturale che è simile a una spugna biodegradabile al 100%. È molto porosa, che si passa sul viso dopo essersi struccate senza bisogno di detergenti, e pulisce profondamente la pelle.

– ha un’azione esfoliante molto leggera che agisce come peeling superficiale, eliminando le impurità e stimolando il rinnovo cellulare

– una volta utilizzata basta strizzarla e appenderla per il filodi cui è dotata. Asciutta diventa dura e secca ma basta bagnarla per riutilizzarla nuovamente

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